Stasera, nel tornare a casa, in macchina, avevo pensato di scrivere un articolo molto schematico per mettere ordine al caos mediatico in corso. Caos nel quale alimentazione, coscienza, morte e altro si sono intersecati in modo spesso superficiale, a volte strumentale, spesso in funzione etica più che scientifica. Dopo la morte di Eluana mi sembra irrispettoso scrivere questo articolo. Occorre esprime rispetto e solidarietà per la morte e penso che Eluana, comunque la si pensi, ha avuto il merito di sollevare temi che con lo sviluppo della scienza dovremmo sempre più affrontare su un piano etico e pragmatico tenendo conto del diritto all’autodeterminazione delle persone e rispettando il punto di vista della scienza. Se questo è stato possiamo dire, grazie Eluana.
Febbraio 2009
Febbraio 9, 2009
Febbraio 5, 2009
Presto vorrei dedicare il sito ad approfondire la condizione di stato vegetativo in termini di possibilita’ di recupero e riabilitazione. Bisogna uscire da questa immagine negativa di questa condizione, quasi senza speranza. In realta’ il miglioramento dello stato vegetativo, in fase precoce e’ la regola e nella nostra esperienza abbiamo avuto casi di ottimo recupero con ritorno alla vita normale. Chiarmanete piu’ si protrae lo stato vegetativo e peggiore e’ la possibilita’ di recupero
Febbraio 5, 2009
Riprendiamo a parlare di eluana
Posted by Mauro Zampolini under Englaro | Tag: alimentazione, eluana, tetamento biologico, tracheotomia |Leave a Comment
Come avete visto dal 28 dicembre non ho piu’ scritto perche’ ho ritenuto che nella grande confuzione in atto fosse stato utile non aumentare il caos.
Dopo le ultime vicende non posso comunque esimermi dal cmmentare, come al solito, dal punto di vista laico.
Io sono del parere che ognuno ha il diritto di decidere e rifiutare le cure. Ad esempio, si potrebbe decidere di non fare la tracheostomia o mettere la peg. Anche togliere questi supporti puo’ essere comprensibile ma farlo andando incontro a sofferenze non lo ritengo corretto. Penso sia inutile speculare su coscienza si, coscienza no, ancora oggi non sappiamo cosa sia la coscienza se non sulla base di specifiche convinzioni filosofiche. Sappiamo pero’ che la condizione di stato vegetativo evidenzia reazioni al dolore in parte riflesse, in parte piu’ integrate, forse incoscienti. Tecnicamente siamo di fronte ad una condizione di gravissima disabilita’. Se fine deve essere, deve esserlo in maniera rapida, diretta.
Altro problema e’ la consapevolezza del gesto data secondo volonta’ anticipate. L’unico messaggio serio e’ l’invito ai politici di stabilire le regole con l’approvazione del testamento biologico.