Come avete visto dal 28 dicembre non ho piu’ scritto perche’ ho ritenuto che nella grande confuzione in atto fosse stato utile non aumentare il caos. 

Dopo le ultime vicende non posso comunque esimermi dal cmmentare, come al solito, dal punto di vista laico. 

Io sono del parere che ognuno ha il diritto di decidere e rifiutare le cure. Ad esempio, si potrebbe decidere di non fare la tracheostomia o mettere la peg.  Anche togliere questi supporti puo’ essere comprensibile ma farlo andando incontro a sofferenze non lo ritengo corretto. Penso sia inutile speculare su coscienza si, coscienza no, ancora oggi non sappiamo cosa sia la coscienza se non sulla base di specifiche convinzioni filosofiche. Sappiamo pero’ che la condizione di stato vegetativo evidenzia reazioni al dolore in parte riflesse, in parte piu’ integrate, forse incoscienti. Tecnicamente siamo di fronte ad una condizione di gravissima disabilita’.  Se fine deve essere, deve esserlo in maniera rapida, diretta.

Altro problema e’ la consapevolezza del gesto data secondo volonta’ anticipate. L’unico messaggio serio e’ l’invito ai politici di stabilire le regole con l’approvazione del testamento biologico.

La poesia “La Ballata dell’angelo ferito” aggiunge atmosfera al tema finora trattato a suon di aspetti etico-politici. La lirica riporta l’attenzione verso altre prospettive. Quella immaginata da Ceronetti non sopremo mai se è il pensiero di Eulana, ci richiama comunque ad immaginere non solo la nostra prosspettiva ma anche di chi è in condizione di grave disabilità.

La Cassazione ha respinto il ricorso della procura di Milano e quindi l’alimentazione e l’idratazione può essere legalmente sospesa a Eluana Englaro. 

Continuo a ribadire che l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione è un pò come “nascondere la testa sotto la sabbia”. Se passasse l’idea che il cibo e l’acqua sono accanimento terapeutico si pottrebbe interrompere l’intervento per molti gravi disabili. Mi sembra più corretto parlare di eutanasia.

La mia posizione non vuole essere ideologica, sono d’accordo con Ignazio Marino su molte cose ma in questo caso mi sembra una posizione non condivisibile per le ragioni scientifiche che ho in passato enunciato.