Precisazioni

Condivido le perplessità di Fabio Turone del quale invito a leggere il commento al post precedente e a leggere i commenti nel suo blog dove c’è un interessante video della CBS sullo stato minimamente cosciente con intervista ad Owen http://presenteduepuntozero.wordpress.com/2008/11/21/minima-coscienza/ 

Questo mi permette di precisare che il video di Maria Luisa ha sfumature affettive e non esattamente scientifiche. Permette però di vedere come la diagnosi corretta di Terry Schiavo, che si vede in video, sia uno stato minimamente cosciente più che uno stato vegetativo (confusione nella confusione).

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Una risposta a Precisazioni

  1. Fabio Turone ha detto:

    Beh io non so su che cosa basi la sua conclusione il dottor Zampolini, ma osservo che un altro elemento segnalato nell’editoriale pubblicato sulla rivista dell’American Acedemy of Neurology riguarda proprio la diagnosi, che alcuni medici hanno creduto di poter fare sulla base del video diffuso da alcuni familiari di Terri Schiavo, che si opponevano all’interruzione dell’alimentazione artificiale.

    Scrive il dottor James L. Bernat
    nell’editoriale di “Neurology” (“Theresa Schiavo’s tragedy and ours, too” Neurology 2008;71:964–965).

    Perhaps most influential in galvanizing public
    skepticism over her diagnosis of vegetative state was the repeated broadcasting of an edited videotape of Mrs. Schiavo provided by her parents.
    Most viewers had no idea that patients in a vegetative state can move and have open eyes when awake.
    One neurologist who examined her alleged that the editing of the tape was contrived to erroneously suggest she was consciously following a balloon with her eyes and therefore not in a vegetative state.

    Many media outlets failed to clarify that trial court Judge Greer’s ruling that she would not wish to have a feeding tube (later upheld in state and federal appellate court decisions) was based on exhaustive hearings in which the testimony of numerous friends and relatives as well as various expert witnesses was heard and weighed. In issuing his ruling, Judge Greer rated the evidence
    that she would not wish continued gastrostomy tube feeding as “clear and convincing.”
    Some media also provided exaggerated accounts of suffering following removal of a feeding tube. These descriptions had political overtones and did not comport with contemporary palliative care experiences.

    Il succo dell’editoriale pubblicato dalla rivista della massima autorità scientifica americana (che come tutte le riviste importanti affida di norma i suoi editoriali a esperti indiscussi dell’argomento) sembra essere che la diagnosi era corretta, e solo chi ha visto il video montato dai familiari ma non ha visitato la paziente poteva pensare che non fosse in stato vegetativo.

    Ad ogni modo, la questione è sempre stata una questione di “rifiuto delle cure”, su cui il giudice americano, come quelli italiani, ha dovuto solo accertare quale fosse il volere espresso in precedenza dalla persona interessata.

    Per il resto, il pessimo comportamento della stampa e di certa politica Usa ha trovato fedeli imitatori anche in Italia, non solo nella stampa.

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